La nonna di Pitagora

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Dalla Prefazione di Maurizio Matteuzzi

La «fabula» è costante: il grande matematico è alle prese con un problema che, malgrado il suo sapere, lo disorienta. Poi avviene qualcosa di casuale, di solito l’intervento di un secondo personaggio, il più delle volte di pura fantasia, e la soluzione del problema si determina per un fatto casuale, o per un involontario suggerimento del personaggio «ignorante». Così la nonna di Pitagora, la sorella di Archimede, la governante di Peano... sono i veri portatori inconsapevoli della «verità». I racconti scorrono piacevoli, favolistici, falsi in definitiva. Qual è il vantaggio pedagogico? Che uno studente non si dimenticherà mai più della nonna di Pitagora che sviluppa a maglia
i quadrati dei cateti e dell’ipotenusa. Grande risultato didattico: i 23 ragazzi rimasti (tolto me e l’ipercritico) assoceranno per sempre Pitagora al suo teorema.